ASSOCIAZIONE  CULTURALe

AMICI DI ZAGAROLO

Zagarolo ripreso da

Valle della Foresta

 

                                    Zagarolo

                  Una città tra presente e passato

           La città di Zagarolo, a 36 km da Roma, si estende su un banco tufaceo, fiancheggiato da due valli, lungo circa 2 km.

Un'arcaica tradizione vuole che Zagarolo tragga le sue origini dalla città preromana di Gabii, un'antica colonia latina degli Albani, situata tra Roma e Preneste.

Secondo una delle diverse ipotesi, l'origine del suo nome risale ai tempi di Cesare, che estendeva il suo grande possedimento fino ai confini dell'antica Preneste, abitata da un folto numero di artigiani specializzati nella confezione di un indumento in uso tra le legioni di Cesare.

           Questo indumento si chiamava Sagum, che significa "saio" ed era il man­tello dei soldati.

           Il fabbricante del Sagum si chiamava Sagarius ed il luogo ove questo si fabbricava era il Sagariorum vicius.

           Secondo le ipotesi dei maggiori storici, la collina dove sorge Zagarolo era il luogo dove vivevano e lavoravano i Sagarii.

I molti insediamenti di epoca romana presenti nel territorio, fanno pensa­re che la zona fosse tenuta in particolare considerazione, malgrado non ci siano documenti o altre fonti a provarlo.

           Le prime notizie certe risalgono al 970, quando il Papa Giovanni XIII donò questi territori a sua sorella Stefania dei Conti di Tuscolo.

A questa famiglia succedettero nell'anno 1000 i Colonna. Questi nel 1157 cedettero a Papa Eugenio III i diritti della Contea di Tuscolo e tennero per se i territorio di Zagarolo, Colonna e Gallicano.

Nel1295 il Papa Bonifacio VIII fu accolto nel Palazzo di Zagarolo duran­te il suo primo viaggio ad Anagni. In seguito alle lotte di potere intraprese tra le grandi famiglie, Zagarolo fu espugnato da Bonifacio VIII che nel 1297 la fece distruggere insieme a Palestrina.

           Successivamente Bonifacio VIII per controllare i Colonna ribelli fece costruire una torre nei pressi di Zagarolo, detta "Torre di Castiglione".

Nel 1400 i Colonna si sottomisero alla volontà del Papa e la pace durò fino al 1435, quando Zagarolo divenne quartier generale di Lorenzo Colonna nella guerra contro il papato.

           Zagarolo fu distrutto nel 1439 dal cardinal Vitelleschi, comandante delle truppe di Papa Eugenio IV, ma risorse dopo dodici anni ad opera dei Colonna. Nella metà del 1500 fu riconosciuto feudo di Vittoria Colonna che insieme al marito Camillo diede al territorio uno statuto. Il figlio di Camillo, Pompeo, par­tecipò come luogotenente della flotta pontificia alla battaglia di Lepanto. Alla morte di Pompeo succedette il figlio Marzio.

Nel XVII secolo inizia per il Ducato una fase di decadenza causata dalle enormi spese sostenute da Marzio per ampliare ed abbellire il paese. Oberati dai debiti, i Colonna furono costretti a vendere il Ducato di Zagarolo.

Infatti nel 1622 Pier Francesco Colonna lo cedette al cardinale Ludovico Ludovisi per la somma di 860.000 scudi.

Il cardinale Ludovisi morì pochi anni dopo l'acquisto del Ducato lascian­do erede il fratello Nicolò. La presenza dei Ludovisi non fece registrare eventi importanti; alcuni storici riferiscono che durante il possesso del Ducato di Zagarolo, i Ludovisi trasferirono nella loro villa di Roma notevoli quantità di reperti archeologici che giacevano nel palazzo Ducale.

Ai Ludovisi va dato il merito di aver commisionato nel 1635 ad Andrea Carone, loro vassallo, un censimento storico - economico dle Ducato di Zagarolo (copia del manoscritto è in possesso dell'Associazione culturale "Amici di Zagrolo").

Il possesso del Ducato da parte dei Ludovisi fu relativamente breve: dopo la morte del cadinale gli eredi non ebbero molto interesse a tenerlo, tanto che il 26 giugno 1670 questo fu venduto a Giovanni battista Rospigliosi per la somma di 885.000 scudi.

           I Rospigliosi si occuparono principalmente della ricostruzione del palaz­zo (ricostruzione dell'arco trionfale) e della costruzione della chiesa di San Pietro.

Durante il possesso del feudo dei Rospigliosi, il Palazzo fu sede di diver­si avvenimenti e ospitò tra le sue mura personaggi illustri fra i quali re Carlo VIII di Borbone.

La famiglia Rospigliosi perse il potere feudale agli inizi del secolo XIX ma rimase proprietaria del Palazzo il quale venne successivamente ereditato dalla principessa Pallavicini che lo vendette al comune nel 1979.

 

Chiesa della

SS Annunziata

Chiesa di

S. Pietro Apostolo

 

 

Chiesa di S. Lorenzo

Porta San Martino

Palazzo Rospigliosi

Porta Rospigliosi

Convento di

Santa Maria delle Grazie